Molti progetti sociali trovano un’efficace conclusione con l’inserimento lavorativo delle persone per le quali si è offerta assistenza, accoglienza, supporto relazionale, vicinanza affettiva e/o contenimento normativo.
L’inserimento lavorativo è il risultato complesso di un percorso formativo che contempla, oltre all’apprendimento, anche lo star bene con se stessi ed un elevato livello di motivazione.
L’operatore sociale trova le risposte contestualizzando le necessità del beneficiario ed intercettando le priorità del contesto produttivo presente sul territorio di riferimento.
Trovare lavoro per gli altri è un lavoro impegnativo per cui non si può semplificare.
Trovare lavoro per gli altri è il paradigma dell’aiuto e della solidarietà all’ennesima potenza.
Trovare lavoro per gli altri è l’emancipazione e l’autonomia della persona.
L’attività lavorativa favorisce la costruzione ed il riconoscimento dell’identità: il lavoro è ambito di realizzazione, di scambio, di relazione, di inclusione sociale.
E’ la narrazione del proprio riscatto per tutte le persone che dalla CdG quotidianamente vengono assistite.
“Un buon lavoro contro la tratta”, nell’ambito del progetto N.A.Ve Network Antitratta per il Veneto http://www.progettonave.it/, sui territori di Verona e Venezia-Mestre, ha visto operare uno staff di operatori sociali che nel corso del 2017 ha coinvolto 32 aziende del tessuto produttivo, con le caratteristiche della piccola-media impresa, ottenendo per tutti i 50 beneficiari dell’intervento:
– 25 stage formativi
– 25 stage occupazionali che hanno prodotto 21 contratti di lavoro.
L’inserimento lavorativo è inteso come percorso attraverso cui un individuo mette in atto azioni finalizzate all’integrazione attiva all’interno di un’organizzazione produttiva, ed è un processo che coinvolge una pluralità di attori i quali interagiscono fra loro sulla base di proprie convinzioni, conoscenze ed aspettative.
La finalità è allestire le condizioni per far sì che il lavoratore realizzi i suoi scopi in merito al lavoro e contemporaneamente garantire all’organizzazione che lo accoglie di poter essa stessa soddisfare le sue legittime aspettative. Tale processo mette in moto un sistema complesso ed articolato di rappresentazioni mentali e di relazioni.
La relazione circolare che corre tra le capacità della persona, i determinanti cognitivi motivazionali dell’azione, le risorse a disposizione, è la base delle azioni che possono essere messe in atto nel processo di inserimento per rendere compatibile/coerente il “potere” del lavoratore con gli scopi
che l’azienda gli chiede di perseguire, attraverso il set di norme che ne definiscono il ruolo.
Nei processi di inserimento lavorativo gli strumenti centrali sono:
– il progetto condiviso, ovvero un set di obiettivi, azioni e strumenti negoziato fra tutti gli attori impegnati nel processo di inserimento lavorativo, come base per l’adozione di scopi fra tutte le parti in gioco e la messa in atto di comportamenti cooperativi in cui tutti gli attori condividono le risorse a disposizione.
– Il contratto di tirocinio, attraverso cui si attribuiscono reciprocamente set di norme, obiettivi e impegni con cui gli attori, scegliendo di vincolarsi, mettono in gioco risorse, capacità, fiducia reciproca e riconoscono nell’altro sufficienti capacità per poter adempiere ciò per cui si è impegnati.
– La pianificazione di attività lavorative sempre più complesse, affrontate grazie alla funzione di mediazione all’apprendimento svolta dall’operatore.
– L’esercizio di competenze in ambito produttivo, l’esperienza che si accumula, sono i fattori più rilevanti di crescita delle capacità del lavoratore: dal punto di vista manuale le skills crescono con l’azione e l’esercizio, dal punto di vista cognitivo l’apprendimento rinforza ed amplia la capacità di bridging, ovvero la facoltà di traslare conoscenze ed abilità da una situazione ad un’altra.
– Le verifiche periodiche, attraverso le quali sono esplicitate le valutazioni. La valutazione (positiva) di una azione, in quanto credenza che ciò che si sta facendo è efficace, è alla base della motivazione, ma anche della messa a disposizione di risorse sempre più ampie e/o raffinate.
